L’ora del tè a casa di B.

Prosegue il viaggio tra gli abitanti di Villaggio Gandusio che si raccontano per il nostro blog. Storie e volti per scoprire la nuova comunità di abitanti.
È la volta di B., che ci ha aperto le porte di casa per una tazza di tè caldo. L’odore di menta che esce dalla teiera evoca sapori e profumi di posti lontani.


“La particolarità di questa teiera è il beccuccio molto lungo, ti permette di versare il tè da una certa altezza, per far raffreddare prima l’infuso. E poi deve fare la schiuma quando lo versi nel bicchiere, altrimenti non è pronto”, ci ha spiegato B.
Ad accompagnare la nostra chiacchierata biscotti e crepes dolci preparate la sera prima.
B. è una donna marocchina che vive a Villaggio Gandusio insieme alle sue due figlie. Dalla finestra del suo appartamento si vedono i tetti rossi della città: “quando Acer mi ha chiamata per assegnarmi questo appartamento ero felicissima, ho aspettato 10 anni una casa pubblica”.
L’invito per il tè è stata l’occasione per conoscersi, per parlare di come si vive in via Gandusio e per discutere di cibo, culture e tradizioni.

“Quando sono arrivata in condominio c’era tra tutti un po’ di diffidenza, perché ancora non ci conoscevamo bene. Ora con le mie vicine andiamo d’accordo, ci aiutiamo e quando possiamo prendiamo insieme il tè. Abbiamo anche fatto dei turni per pulire il nostro pianerottolo in attesa della ditta”, ci ha raccontato B., che continua “io però a casa non ci sono mai perché lavoro in una catena di alberghi in un paese in provincia. Quando rientro la sera sistemo casa e trascorro un po’ di tempo con le mie bambine”.

Mentre versa il tè nei classici bicchieri di vetro con il bordo dorato racconta anche della sua grande passione, la cucina, mostrandoci il suo enorme tajine: una pentola in terracotta da cui prende il nome il tipico piatto marocchino a base di carne e verdure. “Mi piacerebbe per la fine del Ramadan preparare una cena da condividere con gli altri inquilini, sarebbe un momento di festa per incontrarci tutti”.

Come altri abitanti del Villaggio, anche B. conosce il passato dei palazzoni Acer di via Gandusio, ma dopo il cantiere di rigenerazione e la partenza del progetto spiega a tutti i suoi amici quanto sia diverso ora vivere qui.
“Spero solo che tolgano al più presto le recinzioni del cantiere perché, una volta pulito anche il giardino, i bambini e i ragazzi avranno un posto dove giocare e stare all’aperto”.