Cultura, integrazione e partecipazione al Centro Zonarelli

Il blog villaggiogandusio.it vuole essere una finestra aperta non solo sul progetto di rigenerazione degli stabili di via Gandusio e sul percorso di costruzione di una nuova comunità di abitanti, ma anche una finestra aperta sul quartiere e sul territorio.
Abbiamo deciso così di raccontare i nostri “vicini di casa”, una realtà storica del quartiere San Donato: il Centro Interculturale Zonarelli.


Ospitare una grande festa della comunità indù di Bologna o la preghiera per la chiusura del Ramadan oppure il laboratorio di musiche tradizionali zigane. Questo è il lavoro che il Centro porta avanti da quasi 20 anni in via Sacco 14, poco lontano da Villaggio Gandusio.

Lo “Zonarelli”, così è conosciuto in città, è nato da un progetto del Comune di Bologna con l’obiettivo di offrire uno spazio di aggregazione ad associazioni e realtà del territorio, dove realizzare iniziative per favorire la conoscenza reciproca, il dialogo e l’integrazione tra culture diverse. Dal 2012 è entrato a far parte dell’Istituzione per l’Inclusione Sociale e Comunitaria “Don Paolo Serra Zanetti” del Comune e nel corso di questi anni è diventato il punto di riferimento e il luogo di incontro storico tra persone nate in Italia e migranti, con più di 100 associazioni iscritte, che usano sale e spazi per incontrarsi e svolgere nella sede le loro attività.

“Sono tantissime le storie che potrei raccontare dopo tutti questi anni di lavoro. Una in particolare che mi ha segnato è stata quella di un ingegnere moldavo che subito dopo la pensione si è trasferito a Bologna per fare un altro lavoro a tempo pieno: il nonno”, – racconta Fausto Amelii responsabile del Centro che continua – “sua figlia vive in Italia da tantissimi anni, si è spostata, ha avuto dei figli e lui ha deciso di trasferirsi per stare con la sua famiglia e allo Zonarelli ha trovato un luogo dove poter mantenere un legame con la sua cultura di origine”.
Il Centro vuole contribuire alla costruzione di una comunità e fare promozione sociale per sostenere l’integrazione e la convivenza di culture differenti perché “a Bologna sono circa 60.000 gli stranieri residenti, provenienti da 150 paesi diversi. Non si stratta solo di integrarsi con la cultura italiana, ma cercare un equilibrio e un confronto tra tutte”, spiega il responsabile.

Il Centro Zonarelli è ben radicato anche sul territorio, collaborando con le altre istituzioni cittadine come l’ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) o l’Azienda USL, per realizzare eventi, proiezioni, presentazioni di libri e seminari. “Non mancano poi le attività svolte insieme ad altre organizzazioni, come Human Rights Nights con cui abbiamo organizzato, per i due mesi estivi, un ciclo di eventi con cibo dal mondo, concerti, performance, danze, giochi per i bimbi nel giardino del Centro. Tantissime persone partecipano a questo evento, per conoscere, attraverso la cucina, le altre culture. Il cibo non è solo da gustare, ma diventa uno strumento di espressione di identità e tradizioni”.
Quali le difficoltà più grandi di questo lavoro? “Non avere degli effetti immediati e ben visibili, ma i frutti arrivano solo nel lungo periodo, poiché alimentiamo incontri e relazioni, favorendo la creazione di reti e legami”.

(Foto dalla pagina Facebook del Centro Zonarelli)